Many thanks to Hanzík for the Czech translations!

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Caso 180

Passato perfetto

La neve ancora copriva le terre del Tempio quando una monaca anziana incontrò il vecchio monaco Shinpuru che rimuoveva dei gambi morti dal proprio giardino. Presto la loro conversazione si spostò su argomenti adatti a due vecchi guerrieri.

“La nostra professione mi era più gradevole quand’ero giovane” disse la monaca. “A quei tempi il Tempio era un luogo semplice, dove il lavoro era piacevole e la maestria si acquisiva facilmente. Tutto quello che ci serviva erano degli editor per scrivere il codice, make per compilarlo e script della shell per collegare tutto quanto. Ma oggi—che miseria! Per ogni nuova tecnologia devo imparare nuovi modelli di architettura, nuove librerie, nuovi strumenti. Il nostro processo di build è rigido, le riunioni d’architettura interminabili, le revisioni del codice oltraggiose, i tester insofferenti e le scadenze folli.”

“Allora gli anni sono stati più clementi con me” disse Shinpuru. “Nei giorni della mia gioventù il Tempio era un luogo primitivo, dove celebravamo vittorie che ora sembrano ridicolmente piccole. Ma oggi—che benedizione! Per ogni nuova tecnologia ci sono così tanti strumenti che con così poco studio posso ottenere ciò che una volta sarebbe stato impossibile. E se l’affrettarsi del nostro passo mi porta a inciampare, una dozzina di monaci mi affereranno prima che cada. Dovresti lasciare il tuo tempio miserabile e venire al mio.”

La monaca inarcò un sopracciglio. “Il mio fratello Shinpuru si prende gioco di me, giacché oggi lavoriamo fianco a fianco, proprio come abbiamo fatto fin da quando eravamo bambini.”

“Allora dovrò riaccompagnarti alla nostra abazia” disse Shinpuru. “Perché i tuoi occhi sono così avidi dello scenario alle tue spalle che temo tu possa, camminando all’indietro, cadere da quel dirupo.”